LE VIE DEL GIUBILEO

Musei Vaticani

Ti trovi nell'itinerario: I DUE MICHELANGELI. BUONARROTI E CARAVAGGIO

Musei Vaticani_1
Viale Vaticano
www.museivaticani.va
Tutti i giorni esclusa domenica 9:00-16:00. A pagamento.
Calendario 2016 con aperture straordinarie su www.vatican.va

Ekta

La Cappella Sistina fu eretta da Papa Sisto IV all’interno del più antico nucleo dei Palazzi Apostolici. Nel 1481 i più rinomati frescanti centroitalici avevano decorato il registro inferiore delle pareti dove si affrontavano le Storie di Mosè e le Storie di Cristo.
Su incarico di Papa Giulio II, tra il 1508 e il 1512, Michelangelo dipinse la volta, che può ben considerarsi il più grandioso ciclo di affreschi dell’arte occidentale, concepito come una colossale struttura architettonica popolata da figure monumentali, nudi virili e scene figurate.
L’architettura dipinta lega le varie parti figurate, suddividendole in tre registri sovrapposti: il primo è costituito dai nove riquadri della zona centrale, con Storie della Genesi, dalla Creazione all’Ebrezza di Noè; il secondo è formato dai troni dei Profeti e delle Sibille nei pennacchi; il terzo dalle vele e le lunette in cui sono raffigurati gli Antenati di Cristo.

Foto Servizio Fotografico dei Musei Vaticani – ©Musei Vaticani

Ekta 18393

Tra il 1536 e il 1541 Michelangelo dipinse per Papa Paolo III Farnese l’enorme Giudizio Universale sulla parete della Cappella Sistina dietro l’altare: un drammatico specchio della tragica situazione in cui versava la Chiesa, spaccata tra le istanze di riforma e i propositi di rivincita.
Il grande affresco appare diviso in cinque zone: una a sinistra (risorti e ascendenti), una a destra (respinti e dannati), una superiore (angeli ed eletti) e una inferiore (sospesi e reprobi); al centro è disposta la terna dei soggetti principali, Cristo, Angeli, e bocca dell’Inferno. L’atto supremo della storia dell’umanità scaturisce dal gesto di Cristo Giudice, iroso e misericordioso al tempo stesso, che determina il drammatico movimento della massa delle figure, il ritmo ascensionale dei perdonati che salgono verso l’alto e il vorticoso precipitare dei dannati, catapultati nell’Inferno.

Foto Servizio Fotografico dei Musei Vaticani – ©Musei Vaticani

EKTA SCANSIONATA DA TRECCANI (ISTITUTO ENCICLOPEDIA ITALIANA)

La grande pala era destinata alla chiesa di Santa Maria in Vallicella, terminata entro il 1604. Razziata dai francesi nel 1797, al rientro in Italia, nel 1815, fu trasferita nell’attuale sede. Segna un deciso distacco dai soavi dipinti eseguiti per commissioni private ed è espressione dello stile maturo del pittore. Il contrasto tra luce e ombra diventa drammatico nella raffigurazione di questo episodio della Passione di Cristo. La potenza plastica e monumentale è esaltata dal gruppo serrato dei personaggi, scandito dal ritmo crescente dall’alto verso il basso, con i gesti di Maria di Cheofa che solleva le braccia evocando la croce, la Vergine che protende la mano e Gesù, che, in basso, tocca la pietra del sepolcro; sotto di essa, che simboleggia Cristo stesso “pietra angolare” della Chiesa, cresce una pianta verde, simbolo di resurrezione, contrapposta alla pianta secca nell’angolo opposto.

Foto Servizio Fotografico dei Musei Vaticani – ©Musei Vaticani

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