LE VIE DEL GIUBILEO

Ostia Antica

Ti trovi nell'itinerario: MILLE RELIGIONI A ROMA. DAL MONDO ANTICO A OGGI

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Viale dei Romagnoli, 717
www.ostiaantica.beniculturali.it/
Tutti i giorni escluso il lunedì. Ultima domenica di ottobre-15 febbraio 8:30-16:30. 16 febbraio-15 marzo 8:30-17.00. 16 marzo-ultimo sabato di marzo 8:30-17:30. Ultima domenica marzo-31 agosto 8:30-19:15. 1 settembre-30 settembre 8:30-19:00. 1 ottobre-ultima domenica di ottobre 8:30-18:30. La biglietteria chiude sempre un’ora prima. Chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio. A pagamento.

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Unica nel Mediterraneo per antichità e stato di conservazione, fu costruita nel IV secolo d.C. su un preesistente luogo di culto ebraico risalente alla metà del I secolo d.C. L’aula è munita sul fondo di un pulpito rivolto in direzione di Gerusalemme, per la lettura della Legge. Sul lato di ingresso, a sinistra, in una piccola edicola a due colonne con mensole decorate dalla menorah (il candelabro a sette braccia), erano custoditi i rotoli della Legge (Torah). Annessi all’aula di culto, una grande sala dedicata all’insegnamento o all’accoglienza dei pellegrini e un forno per cuocere il pane azzimo, munito anche di un bancone con tavola di marmo per impastarlo.

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Fu realizzato, agli inizi del III secolo d.C. in un vano sotterraneo dell’impianto termale; la sua aula di culto, coperta a volta, simboleggia la grotta in cui Mitra venne alla luce. Sui lati del corridoio centrale, i due banconi in muratura su cui trovavano posto i fedeli durante i rituali terminano, sul fondo, con due piramidi tronche, che alludono alla roccia da cui il dio nacque, mentre al centro è posta la base triangolare dell’altare. L’ambiente di culto culmina con la statua di Mitra che uccide il toro, simbolo di nascita e resurrezione. L’opera, il cui originale è esposto nel Museo di Ostia Antica, è firmata dall’artista greco Kriton di Atene e ancora oggi è suggestivamente illuminata dall’alto tramite un lucernario.

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Databile alla seconda metà del III secolo d.C., questo mitreo è purtroppo mancante dei banconi laterali e dell’altare, ma conserva una straordinaria decorazione a mosaico nel corridoio centrale. Subito dopo l’ingresso, in cui compaiono i simboli dell’acqua (un vaso) e del fuoco (altare con fiamma accesa), troviamo sette riquadri in successione che descrivono i sette gradi di iniziazione al culto di Mitra, ciascuno rappresentato dal suo simbolo e dal pianeta che ne era protettore. Alla fine, un ottavo, ultimo riquadro ospita la dedica di Felicissimo, il fedele che fece costruire il mitreo.

 

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Sorse nella seconda metà del III secolo d.C. in un edificio a funzione commerciale, andando a occupare uno dei retrobottega che servivano da abitazione per i negozianti. L’aula di culto presenta le caratteristiche consuete: il corridoio centrale con i due banconi in muratura per i fedeli, l’altare, e il trono per l’immagine del dio; sulla parete di fondo si conserva una scena dipinta con due serpenti, un maschio e una femmina, ai lati di un Genio con corona e cornucopia (il corno dell’abbondanza). Gli affreschi, databili al II secolo d.C., facevano parte della decorazione dell’abitazione preesistente, e, per ragioni di economia, furono conservati, visto che il serpente aveva una sua attinenza con il culto di Mitra.

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A ridosso delle mura meridionali della città è localizzato il Campo della Magna Mater (Cibele, dea della fertilità) il cui culto venne introdotto ad Ostia dall’Oriente nel I secolo d.C. Il Campo era un ampio spazio aperto, perimetrato da mura e portici colonnati, al cui interno trovavano posto il santuario della dea e i culti ad essa associati. Oltre al tempio di Cibele, su podio, posizionato sul lato opposto all’ingresso del Campo, vi si ergevano il Tempio di Bellona (divinità italica della guerra poi associata a Cibele), e il recinto a cielo aperto con piccola cappella absidata dedicata al pastore Attis, il giovane amante di Cibele, secondo il mito.

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Il monumento, databile alla fine del IV secolo d.C., costituiva parte di un’abitazione (domus) dove fungeva, in origine, da ninfeo. L’aula, cui si accede dalla strada tramite un corridoio colonnato, è dotata di un’abside sul muro di fondo e di una vasca. Il passaggio tra il corridoio d’accesso e l’aula è a trifora, scandito cioè da due colonne, che sorreggono un architrave iscritto. L’epigrafe riporta il nome di Cristo mediante cristogramma (combinazione di lettere che abbrevia il nome di Gesù) e ricorda i nomi dei quattro fiumi del Paradiso terrestre citati nella Bibbia: Geon, Fison, Tigri ed Eufrate.
Per dimensioni e forma, l’edificio non è certamente da identificarsi con la grande Basilica episcopale costantiniana citata dalle fonti antiche ad Ostia, ed è stato variamente interpretato come diaconia, scuola per catecumeni, xenodochium (ospizio per pellegrini) o luogo di culto di martiri.

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Testimonianza della forte presenza cristiana a Ostia e del culto dei martiri sono i resti del cosiddetto Oratorio di San Ciriaco, databile tra la fine del IV e la prima metà del V secolo d.C. Del monumento, edificato sopra uno dei due ninfei che ornavano i fianchi del teatro, si conserva solo una piccola parte del muro perimetrale e dell’abside. Al suo interno fu rinvenuta una lastra iscritta con la formula cristiana “hic Quiriacus dormit in pace” (“qui dorme in pace Ciriaco”). Il riferimento è al vescovo di Ostia Ciriaco, martirizzato insieme a Santa Aurea nel III secolo d.C. e il cui corpo sarebbe stato traslato, secondo la tradizione, nell’Oratorio. Nel medioevo, ormai noto come Chiesa di San Ciriaco, fu uno dei pochi edifici dell’antica città a sopravvivere: fu infatti frequentato dai fedeli almeno fino al XII secolo d.C.

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Viale degli Scavi, 717, 00119 Roma RM, Italy

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