LE VIE DEL GIUBILEO

L’EPOCA DEI GRANDI MAESTRI. ROMA E IL RINASCIMENTO

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Tappe del percorso

Dal martedì al sabato troverai aperti tutti i luoghi che ti suggeriamo in questo percorso. Se andrai di domenica, troverai chiusi i Musei Vaticani, la Villa Farnesina. Se sceglierai il lunedì, invece, non potrai visitare Villa Giulia e Palazzo Venezia, che potrai però apprezzare dall’esterno. Gli interni di Palazzo della Cancelleria sono visitabili solo il martedì e il sabato, ma è possibile tutti i giorni affacciarsi all’ingresso e apprezzare lo splendido cortile di ispirazione bramantesca. L’interno del Tempietto del Bramante è visitabile solo dal martedì al sabato, ma il monumento è visibile dall’esterno tutti i giorni dal chiostro della Basilica.

Nel 1309, gravi turbolenze politiche resero necessario il trasferimento del Papato ad Avignone. Quando, nel 1377, il Papa fece il suo rientro solenne a Roma, la città versava in condizioni di abbandono. Furono subito attuati interventi di ricostruzione di ponti e strade, accanto a tentativi di rilancio delle arti. Fu però Sisto IV, Papa dal 1471 al 1484, il massimo artefice del rinnovamento della città, cui restituì il ruolo di capitale, liberandola dal provincialismo in cui era caduta e affidandola alle abili mani dei più grandi artisti del momento, aggiornati alle ultime tendenze dell’arte fiorentina. Massima espressione della sua attività fu il capolavoro epocale che porta il suo nome, la Cappella Sistina, in cui si assiste alla reinvenzione di un linguaggio aulico imbevuto di cultura classica, che diventa la cifra peculiare dell’arte papale.
La riqualificazione culturale della città coincise con la ripresa di centralità del potere del papato, ora di nuovo determinante negli equilibri politici mondiali, specialmente, al volgere del secolo, con l’energico Giulio II: fu lui a voler sostituire l’antica Basilica di San Pietro con una costruzione nuova e maestosa, che fosse l’emblema della ritrovata supremazia.
Prese quindi forma, nella città cinquecentesca, sulle solide basi poste nel Quattrocento, una grandiosa ristrutturazione urbanistica e architettonica. Vengono risistemate molte strade e creati nuovi assi viari, mentre gli obelischi egizi dell’antica Roma sono ricollocati come punti di orientamento di inedite prospettive urbane. Gli acquedotti romani Vergine e Traiano vengono ripristinati dopo secoli e le arcate del Claudio e del Marcio parzialmente riutilizzate per la costruzione dell’imponente acquedotto Felice. Il prezioso flusso di acqua che inonda la Capitale trova la sua espressione più notevole nelle innumerevoli fontane che vengono a popolarne le vie, monumenti all’orgoglio di una città che fece dell’arte la cifra della sua rinascita.

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