LE VIE DEL GIUBILEO

LA SFIDA ETERNA. BERNINI CONTRO BORROMINI

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Dal mercoledì alla domenica troverai aperti tutti i luoghi che ti suggeriamo in questo percorso. Se andrai di lunedì, la Galleria Borghese, Palazzo Barberini, la chiesa di Sant’Agnese in Agone e la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale saranno chiusi, mentre il martedì non potrai visitare Palazzo Spada.
Il Palazzo dei Filippini è sempre visibile dall’esterno, ma, se vuoi approfondire questo lavoro di Borromini, puoi entrare, tutti i giorni escluso il sabato, nella Biblioteca Vallicelliana ospitata all’interno, e affacciarti sul grande Salone.
Ti segnaliamo infine che la Galleria Borghese è visitabile solo su prenotazione, ma i capolavori di Bernini che custodisce sono così importanti che l’abbiamo comunque inserita nel percorso principale, raccomandandoti di programmare per tempo la tua visita.

L’accesa e romanzesca rivalità tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini contribuì alla straordinaria trasformazione della Roma del Seicento. Caratterizzati da personalità differenti, quasi inconciliabili e in molti casi direttamente in contrasto, i due artisti rappresentano le diverse anime del Barocco: trionfante e spettacolare quella di Bernini, introversa e innovativa quella di Borromini.
Il primo, nato a Napoli e formatosi nell’importante bottega di scultura del padre, fu infatti pittore, architetto e scultore, capace di fondere insieme tutte le arti nel cosiddetto ‘bel composto’, per ottenere gli straordinari effetti teatrali che caratterizzano le sue opere, apprezzate e lodate dai Pontefici e dalle corti europee. Bernini fu un genio felice, capace di coniugare la sua incredibile vena creativa e artistica a un’intensa attività imprenditoriale e a notevoli abilità relazionali che lo portarono a frequentare gli uomini più potenti del momento.
Francesco Castelli, invece, più noto come Borromini, giunse a Roma dal Canton Ticino, ultimo esponente di una rinomata famiglia di architetti; si dedicò solo all’architettura, ma con realizzazioni innovative e soluzioni spaziali raffinate, basate su geometrie complesse. Il suo temperamento fiero e intransigente, oltre che sensibile e malinconico, lo portarono spesso a dissapori con i committenti, accentuati dal difficile rapporto con Bernini. Si suicidò nel 1667.
Nelle vie di Roma, nei suoi palazzi, nelle fontane, nelle articolate prospettive architettoniche si legge ancora l’impronta inconfondibile dei due grandi artisti che si sfidarono a colpi a genio.

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