LE VIE DEL GIUBILEO

I PATRONI DI ROMA. STORIE DI PIETRO E PAOLO

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Dal martedì al sabato troverai aperti tutti i luoghi che ti suggeriamo in questo percorso. Se andrai di domenica, le catacombe di San Sebastiano saranno chiuse, ma potrai visitare la Basilica. Se sceglierai il lunedì, invece, il Tempietto del Bramante sarà chiuso, anche se potrai comunque apprezzarlo dal chiostro della Basilica; non potrai inoltre visitare la cripta della chiesa di Santa Maria in Via Lata.

Sospese tra realtà e leggenda, le vite dei Santi Pietro e Paolo si intrecciano più volte, sullo sfondo di una Roma popolosa e inquieta, in pieno fermento religioso e culturale.
Pietro era un pescatore della Galilea e fu il primo Apostolo che Gesù chiamò con sé. Giunse a Roma qualche anno dopo la morte del suo maestro, forse nel 50 d.C. Fu un grande predicatore e convertì molti al Cristianesimo, finché non fu arrestato durante le persecuzioni di Nerone.
Paolo, invece, nato a Tarso, nell’attuale Turchia, da famiglia ebraica farisea, si convertì al Cristianesimo dopo una visione sulla via per Damasco e diventò instancabile messaggero della parola di Gesù. Arrestato a Gerusalemme con l’accusa di provocare disordini, si appellò, in quanto cittadino romano, al giudizio dell’Imperatore. Fu così condotto, nel 61 d.C., a Roma, dove visse alcuni anni in una blanda prigionia. Arrestato nuovamente durante le persecuzioni di Nerone, finì, secondo la leggenda, nella stessa prigione di San Pietro.
Le strade dei due Apostoli però, nel tragico epilogo, si separarono: Pietro tentò di scappare, ma, sull’Appia, l’apparizione di Gesù lo convinse a tornare indietro e affrontare il martirio. Fu crocifisso nel Circo di Caligola ai piedi del colle Vaticano; non ritenendosi degno di morire come Cristo, ottenne che la croce fosse piantata capovolta.
Paolo, invece, in quanto cittadino romano, ebbe il ‘privilegio’ di una morte meno dolorosa e fu decapitato presso le Acquae Salviae, a sud di Roma. Siamo nel 67 d.C.
I due Apostoli abbandonarono così la vita terrena, ma lasciarono nella città eterna le tracce del loro passaggio e i luoghi delle predicazioni, dei miracoli, delle prodigiose conversioni, dei semplici gesti quotidiani, salvati dalla devozione popolare, conservano ancora qualcosa delle loro vite speciali.

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