LE VIE DEL GIUBILEO

Da Porta Maggiore a Porta Asinaria

Ti trovi nell'itinerario: LE MURA DI ROMA. PROSPETTIVE SULLA CITTÀ ETERNA

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La visita al tratto di Mura Aureliane compreso tra l’Anfiteatro Castrense e Porta Asinaria, visibile dal versante interno alla città dalla passeggiata lungo i giardini di Viale Carlo Felice, è interessante per le caratteristiche costruttive, la complessa vicenda storica recente e il contesto urbano in cui si inserisce, tra le due importanti basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Croce di Gerusalemme. Le Mura, che riutilizzano qui diverse strutture preesistenti, presentano un’altezza notevole con un doppio ordine di arcate e più livelli di camminamenti, necessaria per superare il dislivello di una piccola valle esistente in antico. Tale peculiarità costruttiva ha fortemente influenzato lo stato di conservazione del monumento, soggetto in anni più e meno recenti a numerosi crolli e ricostruzioni. Il tratto, più volte rifunzionalizzato a partire dal XIII secolo, quando in una delle torri si impiantò un oratorio dedicato a Santa Margherita di Antiochia, mutò nuovamente il suo aspetto quando Gregorio XIV aprì la grande strada alberata di collegamento tra le due basiliche e, di nuovo, quando, a seguito della demolizione dei capannoni ATAC e dei restauri degli anni duemila, le Mura ritornarono visibili a tutta altezza.

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Piazzale Labicano
Sempre visibile.

La porta sorge nella propaggine sud-orientale dell’Esquilino, in un’area attraversata, fin da epoca remota, dalle vie Labicana e Prenestina e da numerosi acquedotti. Tra il 38 e il 52 d.C. ne furono infatti eretti due, dagli imperatori Caligola e Claudio: aqua Claudia e Anio Novus. Fu costruito, quindi, un grande arco a doppio fornice, in opera quadrata di travertino: nella parte superiore sono gli spechi degli acquedotti con le iscrizioni che ricordano la costruzione da parte di Claudio e i successivi restauri di Vespasiano e Tito (71 e 81 d.C.). Con la costruzione delle Mura Aureliane, le arcate degli acquedotti furono inglobate nella nuova cinta muraria e i due fornici assunsero la funzione di porta urbica. Venne abbattuta all’epoca di Papa Gregorio XVI nel 1838.
Al di fuori delle Mura si possono ammirare i resti del sepolcro di epoca tardo repubblicana del fornaio Eurisace, che riproduce parti di un antico forno ed è decorato con scene di lavorazione e vendita del pane.

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Piazzale Appio
Sempre visibile.

Ad un livello molto inferiore rispetto all’attuale Piazzale Appio, si trova l’antica Porta Asinaria. Originariamente costituita da un solo fornice aperto tra due torri quadrangolari, la porta consentiva il transito lungo il percorso secondario della via Asinaria. Nel V secolo, anche in ragione della sua posizione strategica per l’accesso alla basilica del Laterano, la struttura venne potenziata con la costruzione di due torri semicircolari affiancate alle preesistenti e con l’edificazione di una controporta per le guardie. Teatro di numerosi scontri, dalla guerra greco-gotica (535-554) al conflitto tra Impero e Papato (1084), la porta, con il nome di Porta Lateranensis, Porta S. Johannis Laterani o Porta de Laterano, continuò a conservare una funzione difensiva fino al definitivo abbandono, avvenuto a seguito dell’innalzamento del livello del suolo circostante conseguente alla sistemazione edilizia voluta da Gregorio XIII e all’apertura di Porta San Giovanni, in occasione del Giubileo del 1575.

Come raggiungere la tappa: Da Porta Maggiore a Porta Asinaria

Piazzale Labicano, 7013, 00182 Roma, Italy

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