LE VIE DEL GIUBILEO

Da Porta Portese a Porta Settimiana

Ti trovi nell'itinerario: LE MURA DI ROMA. PROSPETTIVE SULLA CITTÀ ETERNA

12_Tevere-Porta Settimiana

Il percorso delle Mura sulla riva destra del Tevere è piuttosto frammentario. Del tracciato, infatti, oltre a poche porzioni del circuito ancora conservate, restano tre porte (Porta Portuense/Portese, Porta Aurelia/San Pancrazio, Porta Settimiana), ricostruite in età moderna. Esse delimitano la vasta area grosso modo triangolare, con vertice sul Gianicolo, che Aureliano aveva incluso nelle sue Mura. E’ proprio in questa zona al di là del Tevere che nel XVII secolo Papa Urbano VIII Barberini intervenne per fortificare con la cinta, che da lui prese il nome, la città minacciata dalle truppe del duca Odoacre Farnese che, conquistate Acquapendente e Orvieto, si dirigevano su Roma.

Immagini su concessione di Roma Capitale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Vietata ogni ulteriore riproduzione

DGT023491
Via di Porta Portese
Sempre visibile.

Fu edificata 453 metri più a nord rispetto alla Porta Portuensis di età romana sotto il pontificato di Urbano VIII Barberini tra il 1642 e il 1644. Al momento dell’inaugurazione, però, fu Innocenzo X Pamphilj, succeduto ad Urbano VIII, che impose il proprio stemma marmoreo sulla chiave dell’arco. La Porta Portese rispondeva principalmente all’esigenza di un ingresso commerciale – sul lato destro all’interno delle mura è ancora visibile l’antica casa del Dazio – e per i pellegrini che risalivano il fiume dal mare e si avviavano al Vaticano.

DGT023499
Largo di Porta San Pancrazio
Sempre visibile.

L’attuale Porta San Pancrazio risale alla metà dell’Ottocento, quando papa Pio IX la fece costruire al posto di quella distrutta durante i combattimenti per la Repubblica Romana del 1849. La porta precedente era stata realizzata da Papa Urbano VIII insieme alla nuova cinta Gianicolense, intorno alla metà del Seicento e, a sua volta, aveva sostituito in posizione leggermente diversa l’originaria porta delle Mura Aureliane. Quest’ultima prendeva il nome dalla via Aurelia, sulla quale si impostava, ma già nel VI secolo era più nota come Porta San Pancrazio, trovandosi a breve distanza dalla basilica sorta sulla tomba del martire omonimo.
Nel 2011, in occasione della ricorrenza dei 150 anni dall’Unità d’Italia, all’interno del monumento è stato allestito il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina.

DGT023501
Via di Porta Settimiana
Sempre visibile.

Non conosciamo l’aspetto originale della porta, poiché fu completamente ricostruita nel 1498 e restaurata alla fine del XVIII secolo. Si presenta ad unico fornice, sormontato da beccatelli e coronato da merli sul fronte interno; su entrambi i lati restano affreschi cinquecenteschi di carattere sacro, assai deteriorati. La porta era attraversata da una strada che collegava Trastevere alla zona del Vaticano, che divenne la direttrice principale per i pellegrini provenienti dal porto fluviale. Intorno alla metà del Seicento, quando si costruirono le Mura Gianicolensi, Porta Settimiana perse del tutto la funzione difensiva e rimase un semplice arco all’interno della città. Nelle vicinanze è rimasta visibile una torre delle Mura Aureliane che si trova in fondo al tratto più breve di Vicolo Moroni.

Come raggiungere la tappa: Da Porta Portese a Porta Settimiana

Porta Portese, Via di Porta Portese, 00153 Roma, Italy

Come arrivare

Geolocalizza la tua posizione o inserisci il tuo indirizzo di partenza

localizzazione
Unità di distanza
Avoid

Cerca le tappe vicino a te

Posizione GPS e raggio di ricerca sono obbligatori