LE VIE DEL GIUBILEO

LA SATIRA AL TEMPO DEI PAPI. LE STATUE PARLANTI

Ti trovi nell'itinerario: La satira al tempo dei papi. Le statue parlanti

Tappe del percorso

Puoi percorrere questo itinerario in qualsiasi giorno della settimana e, eccetto il Marforio, conservato nel cortile del Palazzo Nuovo in Campidoglio, in qualsiasi orario.

L’uso della satira come strumento per mostrare le contraddizioni della politica e della società ha origini antichissime ed ebbe grande sviluppo anche nella Roma dei Papi, quando la proverbiale arguzia del popolo romano trovò un modo originale per dare voce alla critica mordace verso il suo governo.
Le cosiddette “statue parlanti” sono sculture di epoca e provenienza diverse che divennero portavoce di satire anonime contro l’amministrazione papalina e, in seguito, contro invasori e nuovi padroni. Il Pasquino, il Facchino, Madama Lucrezia, il Babbuino, l’Abate Luigi e Marforio sono i nomi popolari del Congresso degli Arguti, sei statue sulle quali i Romani, già nel XVI secolo, usavano — e tuttora usano — affiggere componimenti per lo più in forma di poesia, detti “pasquinate” dal nome della più conosciuta tra di esse. Gli Arguti con la loro sorniona e marmorea indifferenza ai cambiamenti di governo, al rovesciamento delle umane sorti e al passare dei secoli, ironizzavano impietosamente sull’arroganza dei forti e la corruzione dei potenti, spesso rimpallandosi da un capo all’altro della città salaci motteggi. L’itinerario proposto vede nelle sei statue parlanti un’occasione per una sosta intelligente e originale nel corso di una passeggiata nel centro della città, alla scoperta dell’anima irriverente della romanità che non ha conosciuto flessioni nel tempo.

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