LE VIE DEL GIUBILEO

Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini

Ti trovi nell'itinerario: L' EPOCA DEI CONTRASTI TRIONFO E UMILTA'

Facciata Barberini 1
Via delle Quattro Fontane, 13
www.galleriabarberini.beniculturali.it
Tutti i giorni escluso lunedì 8:30-19:00. La biglietteria chiude alle 18:00. Chiuso il 25 Dicembre, 1 Gennaio, 1 Maggio. A pagamento.

B. Passerotti, Macelleria

La Macelleria faceva parte, con la Pescheria, di una serie di quattro quadri che Bartolomeo Passerotti dipinse probabilmente tra il 1578 e il 1580. Le tele, tra i primi esempi del genere in Italia, provenivano dalla collezione di Ciriaco Mattei. La Macelleria è descritta con minuzia fiamminga, mentre una marcata ironia caratterizza la raffigurazione dei personaggi; i due garzoni sono, infatti, resi attraverso una rappresentazione umoristica, usualmente riservata alle arti e ai mestieri inferiori. L’opera è stata interpretata in senso moralistico come allegoria contro le tentazioni carnali e le passioni erotiche, secondo i dettami del cardinale Gabriele Paleotti, ideologo della controriforma, per il quale attraverso le pitture ridicole poteva trasmettersi un velato messaggio morale.

B. Passerotti, Pescheria

Nella Pescheria, così come anche nella Macelleria, Bartolomeo Passerotti si firma attraverso l’immagine di un piccolo passero, allusione al proprio cognome. L’artista, attratto dai mille aspetti della vita quotidiana e interessato alle nature morte, mostra in quest’opera l’adesione alla pittura descrittiva fiamminga. La tela è ricchissima di minuziose narrazioni naturalistiche, il mondo ittico è presentato in tutte le sue varietà. Sulla sinistra un vecchio popolano ascolta le parole della donna che tiene in mano un pesce palla; la presenza di questo curioso animale, elemento d’obbligo nelle collezioni eclettiche tardo cinquecentesche, rimanda alla passione del Passerotti per i musei di curiosità scientifiche. Egli stesso aveva realizzato nella sua casa una raccolta di bizzarrie e mostruosità.

inv 1065 dia pmr 196651 B Passerotti suonatore di zufolo

Il Suonatore di zufolo, databile tra il 1585 e il 1590, si inserisce negli ultimi anni dell’attività pittorica di Bartolomeo Passerotti. La tela è a metà strada tra il ritratto di gruppo e la scena di genere con la rappresentazione delle tre mezze figure. Lo schema compositivo e l’accentuata mimica gestuale dei personaggi l’avvicina ai modelli fiamminghi. Riguardo al soggetto rappresentato le interpretazioni sono varie e controverse. Stando ad alcune ipotesi ottocentesche, il quadro raffigurerebbe papa Sisto V e i suoi familiari, mentre studi più recenti ravvedono nel dipinto un’allusione ai cinque sensi. Curiosa la presenza ingombrante dei cani, probabile riferimento alla professione dei personaggi effigiati.

S. Vouet, Buona Ventura

La Buona Ventura è la prima opera documentata (1617) del periodo romano del pittore francese Simon Vouet. La semplicità della composizione, incentrata sui tre personaggi a mezza figura, la loro collocazione spaziale, l’intenso rapporto di sguardi tra i due giovani sembrano derivare dal prototipo caravaggesco dei Musei Capitolini: Vouet poteva facilmente aver visto il dipinto di Caravaggio in casa del suo proprietario, il cardinale Francesco Maria Del Monte. Rispetto alla tela di Caravaggio, però, l’opera Vouet è caratterizzata dalla figura della vecchia zingara che, mentre con una mano deruba lo sprovveduto giovane, con l’altra mima il popolare gesto di scherno.

Come raggiungere la tappa: Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini

Via delle Quattro Fontane, 155-156, 00187 Roma, Italy

Come arrivare

Geolocalizza la tua posizione o inserisci il tuo indirizzo di partenza

localizzazione
Unità di distanza
Avoid

Cerca le tappe vicino a te

Posizione GPS e raggio di ricerca sono obbligatori