LE VIE DEL GIUBILEO

Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini

Ti trovi nell'itinerario: L' EPOCA DEI CONTRASTI TRIONFO E UMILTA'

Palazzo Corsini esterno retro
Via della Lungara, 10
www.galleriacorsini.beniculturali.it
Tutti i giorni escluso il martedì 8:30-19:30. La biglietteria chiude alle 19:00. Chiuso 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio. A pagamento.

# Gall. Corsini, J. de Ribera, Negazione di Pietro

La Negazione di San Pietro si fa risalire al 1615, anno in cui Jusepe de Ribera si stabilì definitivamente in Italia. Considerato tra i più importanti caravaggisti, soprannominato lo Spagnoletto, occupa un posto fondamentale nella storia della pittura europea.
Nell’episodio ritratto, narrato nel Vangelo, l’autore mostra una donna e un vecchio nell’atto di accusare San Pietro di essere un seguace di Cristo alla presenza di alcuni soldati. In questa come anche in altre opere di quegli anni, il Ribera, pur aderendo fortemente al realismo di Caravaggio, mostra già un proprio stile basato su un’interpretazione personale della lezione caravaggesca.

# Gall. Corsini, T. Rombouts, Concerto

Theodor Rombouts dipinge il Concerto durante il suo soggiorno in Italia (1616-25). Qui l’artista fiammingo mostra l’assimilazione della maniera caravaggesca, oltre alla conoscenza del cosiddetto “metodo manfrediano”, che ebbe grandissimo seguito proprio tra gli artisti olandesi e fiamminghi. Si tratta di uno stile, di cui fu caposcuola Bartolomeo Manfredi, che imitava soprattutto le scene di “genere” di Caravaggio, come le figure di musici, soldati, bari e frequentatori d’osteria. Nel Concerto Rombouts rappresenta i personaggi dei musicanti, abbigliandoli come se si trovassero su un palcoscenico teatrale. L’attenzione per le espressioni e i gesti, la resa dei tessuti, i colori smaglianti resi preziosi dalla luce che vivacizza la scena ne fanno una delle opere più rappresentative dell’artista.

inv 1021 dia pmr 195701 Michelangelo Cerquozzi l'abbeveratoio

L’Abbeveratoio di Michelangelo Cerquozzi è databile agli anni trenta del Seicento. L’autore colloca in uno scorcio di campagna romana un brano di quotidiana vita popolare, ammorbidendo il drammatico controluce caravaggesco in una pacata atmosfera rurale. La rinuncia all’esaltazione del gusto per le rovine archeologiche è testimoniata dalla presenza discreta del torso marmoreo. Si tratta, comunque, di un’opera destinata ad una committenza di elevata cultura classica, quale fu quella del cardinale Silvio Valenti Gonzaga al quale essa appartenne, come attesta una scritta sul retro. Di notevole fattura, il quadro faceva parte di una serie di quattro pendant su rame, dipinti due da Jan Miel e due dal Cerquozzi.

Come raggiungere la tappa: Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini

Via della Lungara, 10, 00165 Roma, Italy

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