LE VIE DEL GIUBILEO

L’EGITTO, L’IMPERO, I PAPI. LA CITTÀ DEGLI OBELISCHI

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Tappe del percorso

I luoghi che ti suggeriamo in questo percorso sono visitabili tutti i giorni della settimana, esclusa Villa Medici, chiusa il lunedì.

Gli obelischi, dal greco obeliskos, prendono il loro nome da un parola che indicava uno spiedo o un grosso ago. Innalzati dagli antichi Egizi in onore del dio Sole, erano monoliti in granito, rastremati verso l’alto e con l’estremità appuntita. La cuspide era rivestita di materiali preziosi, per ottenere effetti di luce, mentre le quattro facce presentavano iscrizioni in geroglifico, che inneggiavano al Faraone.
A seguito della conquista dell’Egitto, Augusto inaugurò la pratica degli imperatori romani di prelevare gli obelischi più scenografici come trofei da trasportare a Roma. Alcuni di essi furono collocati nei circhi della Capitale, a decorare la spina, l’asse attorno al quale si svolgevano le corse dei carri, altri trovarono posto nei luoghi di culto dedicati alle divinità egizie, Iside e Serapide.
Con la fine dell’Impero, gli obelischi crollarono a causa di incuria, terremoti e saccheggi; depredati dei materiali preziosi che li ornavano, nei secoli si interrarono e furono dimenticati.
A partire dal Cinquecento, molti di essi furono riscoperti, spesso casualmente, in occasione di lavori edilizi e, su iniziativa dei Pontefici –primo tra tutti Sisto V-, vennero recuperati e rialzati, esorcizzando i simboli solari con la croce. Furono utilizzati nell’opera di rinnovamento urbanistico della città, esprimendo il ritorno di un’epoca di prosperità e prestigio. Assunsero il ruolo di marcatori dei punti di arrivo e convergenza visiva delle nuove prospettive viarie, diventandone elemento caratterizzante.
La loro immagine sobria ma imponente si rivelò così efficace nel linguaggio del potere, da propagarsi nei secoli fino ad essere ripresa, con nuove forme, anche in epoca contemporanea.
Roma conserva così molti maestosi obelischi – otto egizi, cinque realizzati in età romana per emulazione e sei moderni o contemporanei – che descrivono, insieme ai luoghi in cui alcuni di essi si trovavano in origine, un percorso suggestivo, all’insegna di un grande simbolo.

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