LE VIE DEL GIUBILEO

MUSICA

Carlo Saraceni, Santa Cecilia e l'angelo, GNAA-Barberini Roma
Chiunque compia un viaggio, un cammino, un pellegrinaggio porta con sé da sempre una musica speciale. Nel cuore di Roma, lo splendido Palazzo Mattei, si trasforma in un singolare luogo di sosta in cui il viaggiatore può riposarsi, contemplando la bellezza dell’arte ma anche abbandonandosi a musiche straordinarie. Sono antiche musiche sacre, auliche o popolari, che facevano da colonna sonora alle vite degli uomini del passato; canti di pellegrinaggio, di lode, canti liturgici, polifonie, atmosfere che riportano la nostra mente a un mondo permeato dalla religione in tutti i suoi aspetti: un mondo in cui i viaggiatori erano per lo più pellegrini e portavano con sé un bagaglio straordinario di suggestive melodie. Ogni mese puoi ascoltare a Palazzo Mattei una diversa playlist di “sacre armonie”; ne trovi però una selezione anche in questa pagina, in piccoli assaggi, per pregustare o ricordare quell’atmosfera musicale senza tempo, mentre navighi tra i nostri percorsi. Qui, invece, puoi ascoltare la voce di Leone XIII, il primo Papa ad averla mai registrata su fonografo.

Se vuoi ascoltare la musica mentre esplori il sito, seleziona “tutte i brani” e continua a navigare aprendo una nuova finestra.
Buon ascolto!

APRILE: IL CANTO DI PELLEGRINAGGIO

La pratica del canto di pellegrinaggio del tardo medioevo europeo è testimoniata da un importante codice, il Llibre Vermell de Monserrat, manoscritto così chiamato per il colore rosso della copertina e per l’attuale luogo di conservazione; il monastero di Monserrat in Catalogna è probabilmente anche il luogo nel quale il codice fu redatto alla fine del XIV secolo.
Dei 172 fogli che compongono attualmente il codice solo sette (circa dodici pagine di musica) conservano, in una bella notazione mensurale, dieci brani comprendenti tre canoni, due composizioni polifoniche e cinque danze. Nonostante la limitatezza quantitativa delle fonti, le composizioni contenute nel Llibre Vermell sono comunque di rara bellezza e di fondamentale importanza storica per la ricostruzione di una pratica, quella del canto di pellegrinaggio, che trova il suo aulico riconoscimento nella fissazione su di un prezioso codice che tramanda una tradizione sicuramente anteriore all’epoca di redazione del manoscritto.
I canti, tutti anonimi, sono in catalano, occitano e latino.

1. Fanfara (versione strumentale) – O Virgo splendens
2. Improvvisazione su Stella splendens
3. Imperaytritz de la ciutat joyosa (versione strumentale)
4. Laudemus Virginem
5. Mariam Matrem Virginem (versione strumentale)
6. Splendens ceptigera
7. Danse en ronde (versione strumentale), contrafactum di Polorum regina
8. Los set goyts
9. Cuncti sumus concanentes
10. Improvvisazione di Los set goyts (versione strumentale) – Polorum regina
11. Splendens ceptigera (versione strumentale) – Mariam Matrem Virginem
12. Laudemus Virginem (versione strumentale) – Imperaytritz
13. Stella splendens (versione strumentale) – Ad mortem festinamus – Danza macabra (versione strumentale), contrafactum di O Virgo splendens
14. O Virgo splendens – Fanfara (versione strumentale), contrafactum di O Virgo splendens